Carolina Kostner danza sul ghiaccio nel nuovo spot della Suzuki Swift Hybrid: un tango tra innovazione e tradizione

Su un lago che brilla come uno specchio, una lama disegna curve pulite mentre un’auto compatta risponde con la stessa grazia. È qui che la poesia di Carolina Kostner incontra il ritmo asciutto della nuova Suzuki Swift Hybrid: non una corsa, ma un tango tra controllo e libertà.

Carolina Kostner danza sul ghiaccio nel nuovo spot della Suzuki Swift Hybrid: un tango tra innovazione e tradizione
Carolina Kostner danza sul ghiaccio nel nuovo spot della Suzuki Swift Hybrid: un tango tra innovazione e tradizione

C’è qualcosa che scatta già dal primo fotogramma. Il lago di Costalovara, in Alto Adige, è una pagina bianca. Carolina Kostner lo legge con il corpo. La Swift Hybrid la accompagna, distante ma in sintonia. Nessun rombo, solo respiro. La scena arriva in parallelo con Milano Cortina 2026. Tempismo da manuale. Immagini pulite. Idea chiara: mostrare come innovazione e tradizione possano camminare insieme, o meglio, scivolare.

La sostanza non manca. In Italia la Swift è una “best seller” di quartiere: pratica, veloce da capire, onesta nei numeri. Il nuovo modello offre un mild hybrid 1.2 da 82 CV. Consumi contenuti, gestione semplice. C’è anche la trazione integrale 4×4 AllGrip, un plus raro nel segmento B. Il prezzo parte da 20.900 euro. Nel 2025 la Swift si è piazzata al settimo posto tra i dieci modelli più venduti del segmento: un dato che fotografa bene l’attaccamento del pubblico italiano a ciò che è concreto.

Il punto, però, arriva a metà percorso. Quello spot non vende solo un’auto. Mette in scena un dialogo. La tradizione è il gesto tecnico perfetto di Kostner, la disciplina, il ghiaccio “vero”. L’innovazione è la leggerezza elettrificata della Swift, che alleggerisce i consumi senza chiedere nulla in cambio a chi guida. È un racconto semplice, ma resta. Come quando vedi un pattinatore chiudere una traiettoria e capisci che lì c’è lavoro, non solo talento.

Lo spot, tra ghiaccio e misura

Le riprese sul lago ghiacciato di Costalovara, sull’altipiano di Renon, usano il lessico delle piccole cose fatte bene. Coreografie asciutte. Campi larghi. Silenzi. Suzuki conosce il suo pubblico: non lo stordisce, lo guida. L’auto fa quello che deve. Si muove composta. Mostra aderenza e controllo senza urlare. Chi la guarda pensa alle mattine presto, alle strade umide, alle rampe dei garage. Qui la AllGrip non è scenografia: è promessa d’uso.

E poi ci sono i casi concreti. La famiglia che sale in montagna il sabato, senza il pensiero delle gomme sulla neve battuta. Il pendolare che attraversa Torino o Milano e sfrutta l’ibrido leggero nel traffico stop-and-go. Piccoli vantaggi quotidiani. Risultati misurabili. È lì che la Swift si è guadagnata spazio, anno dopo anno.

Uno sguardo avanti: la e Vitara

Accanto alla gamma attuale (Swift, Vitara, Swace, S-Cross e Across), nel 2026 arriva in Italia la e Vitara, la prima Suzuki completamente elettrica. All’inizio adotta un dual motor da 135 kW con trazione integrale, batteria da 61 kWh e autonomia dichiarata di 395 km. Più avanti è prevista una versione a motore singolo da 174 CV e 426 km di autonomia. È il tassello che mancava: un ponte netto tra l’ibrido “senza spine” e la guida a zero emissioni. Chi valuta oggi una Swift prende un orizzonte ampio. Scelta presente, opzioni future.

Alla fine, l’immagine resta: il disegno delle lame sul ghiaccio che scompare piano, mentre la luce cambia. La mobilità può fare lo stesso? Lasciare segni leggeri, utili, che non graffiano il paesaggio. Forse la risposta è in quel tango discreto tra gesto antico e motore nuovo, quando ti accorgi che la strada, dopotutto, è un palcoscenico ogni giorno diverso.

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