Sulla neve di Colmis, in Svezia, una sagoma scivola silenziosa tra brina e vapore: la nuova Lancia Gamma. Le foto spia raccontano poco, ma quel poco basta a far battere il cuore di chi aspetta il ritorno del marchio nel pieno del segmento D.
La Lancia Gamma sta completando i test invernali a Colmis, il campo prove svedese dove i costruttori mettono alla frusta freni, elettronica e gestione termica delle batterie. I muletti restano bardati, ma la linea parla chiaro. Profilo filante, coda corta, tetto che scende. È una SUV-coupé senza timidezza. Il debutto “senza veli” è previsto per l’estate. Il lancio commerciale è atteso nel 2026, ma le tempistiche non sono ancora ufficiali.
La carrozzeria misura circa 4,7 metri. Gli ingombri ricordano Alfa Romeo Stelvio e Peugeot 5008. È un rientro a testa alta nel pieno segmento D. La produzione partirà a Melfi, a fianco della DS N8, sulla piattaforma multienergia STLA Medium. Un ritorno che sa di casa: fabbrica italiana, design italiano, ambizione europea.
Davanti spicca l’identità Lancia. Il “calice” visto sulla concept Pu+Ra HPE prende forma: una lama luminosa sottilissima attraversa il cofano, con uno stelo verticale centrale anch’esso illuminato. I proiettori, bassi e agli angoli, puliscono il muso. Le paratie nella parte bassa del paraurti si aprono e si chiudono: è aerodinamica attiva a vista, utile su neve e autostrade, per scaldare o raffreddare meglio e per ridurre resistenze. Dietro resta l’enigma. Tetto in discesa, piccolo spoiler, un grande diffusore ben visibile. Sul lunotto si notano rigonfiamenti che potrebbero nascondere appendici mobili. Le maniglie anteriori sono a filo, quelle posteriori spariscono nella portiera. Le ricostruzioni più attendibili immaginano luci sottili e una firma verticale anche al centro del portellone, in eco al frontale.
Dentro non ci sono immagini ufficiali. Le informazioni raccolte fin qui indicano un abitacolo pulito e caldo. La plancia dovrebbe essere minimale e lineare, con un display centrale da 16 pollici e strumentazione digitale da 12,5. È possibile un terzo schermo piccolo per clima e luci ambientali. Torna anche il “tavolino” tra i sedili anteriori, già visto su Ypsilon: un gesto domestico, più salotto che plancia.
Su STLA Medium arriveranno da subito due scelte: mild hybrid e full electric. Non ci sono ancora dati ufficiali. È plausibile il noto 1.2 MHEV da 145 CV con doppia frizione a sei rapporti per chi vuole benzina e consumi sotto controllo. Per la BEV si parla di un’unità da circa 170 kW (231 CV), con batterie da 74 e 97 kWh. L’autonomia massima stimata sfiora i 730 km nel ciclo WLTP, valore che dipenderà da cerchi, pneumatici e temperature reali. In un secondo momento potrebbe arrivare una plug-in da 194 CV. L’ipotesi più golosa è la HF Integrale a due motori: circa 350 CV e 0-100 sotto i 5 secondi. Anche qui, nulla di ufficiale, ma il pedigree c’è.
La scena, oggi, è tutta qui: ghiaccio, silenzio, un frontale che illumina la neve e un’idea di viaggio lunga quanto serve per cambiare abitudini. Se la Gamma riuscirà a mescolare eleganza e sostanza come sembra, la vedremo spesso sotto i lampioni delle nostre città. Ti ci vedi, una sera d’inverno, con quel calice di luce che disegna il muro del garage?
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