Il Giappone è un paese che si è sempre distino per essere all’avanguardia nel mondo dei motori, ed anche stavolta non si smentisce.
Il mondo dei motori vive una fase ricca di cambiamenti ed incertezze, ed i costruttori ne stanno facendo le spese essendo immersi in una grave crisi di vendite e profitti in pesante calo. Sono pochi coloro che possono sorridere, ma è chiaro che gli investimenti e le innovazioni non possano fermarsi. Dal Giappone è in arrivo una grande novità che può cambiare il settore, puntando su tecnologie alternative, come è sempre stato nello stile del paese del Sol Levante.
Tanto per farvi un esempio, la Toyota fu la prima casa al mondo a credere nell’ibrido, introducendo, nel 1997, la Prius sul mercato locale, che poi fu esportata in tutto il pianeta a partire dagli anni Duemila, rivelandosi un grande successo. La Toyota non ha mai avuto grande fiducia nelle auto elettriche, ma da sempre spinge anche su un’ulteriore forma di motorizzazione. Stiamo parlando dell’idrogeno, ed è proprio la casa giapponese che è si è alleata con una serie di altri brand per collaborare a quello che potremmo definire il motore del futuro.
La notizia è già nota, ma è bene ritornare sull’argomento. Kawasaki, Yamaha, Honda e Suzuki, con l’aiuto di Toyota, stanno lavorando per sviluppare motori a combustione per moto ad idrogeno, in modo da presentare un’alternativa più pulita ai classici motori termici. La Toyota fornirà il proprio supporto avendo grande esperienza in questo campo, a tal punto che anche la BMW, per la sua futura gamma ad idrogeno, ha ottenuto una partnership con il colosso giapponese. Le quattro case motociclistiche hanno ottenuto l’approvazione dal Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese per realizzare la loro associazione di ricerca tecnologica.
Per chi non ne avesse sentito parlare, ricordiamo che è stata chiama HySE, ovvero Hydrogen Small mobilty & Engine technology, con l’obiettivo di produrre delle moto ad idrogeno che possano diminuire le emissioni inquinanti, ma anche per non eliminare del tutto i motori endotermici. Ma come funzionano questi motori? L’obiettivo è quello di usare l’idrogeno in una fuel cell. L’idrogeno viene bruciato in un motore a scoppio e produce un’alta velocità della fiamma, oltre che una regione di accensione, che poi si traducono in una cosiddetta combustione instabile. La Kawasaki, lo scorso anno, ha già presentato la sua moto ad idrogeno, chiamata appunto HySE, che vedete qui in alto.
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